sabato 31 dicembre 2016

Per un 2017 che vi sorprenda

E' sorprendente quante cose cambiano nel corso di un anno ma lo è altrettanto notare quante cose rimangono le stesse. Perché in fondo il 2017 sarà il seguito del 2016 e sarà fatto di giorni che ci graveranno sulle spalle come macigni ed altri che vorremmo rivivere per sempre. Ogni istante passerà in ogni caso e fra un anno sarò qui, ad attendere il 2018, ripensando con un sorrisetto malinconico alla me inconsapevole di ciò che avrebbe vissuto nei seguenti trecento-sessanta-cinque giorni. E in quel momento un altro anno sarà passato ma in ogni caso rimarranno i ricordi: quello che adesso rimane del 2016. Un anno irripetibile in cui ho cercato di dare il meglio di me, convinta che soltanto così la vita possa dare il meglio di lei. Ed ecco che ripenso con il sorriso all'estate più bella, quella in cui realizzi che in tre mesi può accadere tanto, quella in cui vorresti tuffare quando il mondo sembra crollarti addosso, quella che ti ha insegnato che sognare in grande fa bene al cuore. Ripenso al momento in cui ho deciso di diventare volontaria della Croce Rossa, consapevole che questo mi avrebbe portato via tempo ma ancor più sicura che l'avventura che mi attendeva valeva tutta la fatica che avrei impegnato per recuperare il tempo sottratto allo studio. Non è necessario dire che così è stato, benché i momenti in cui pensavo che non ce l'avrei mai fatta non sono mancati. Ripenso alle amicizie che sono riuscita a coltivare, alla famiglia unita che ringrazio di avere, a tutte le persone che -anche solo per un attimo- mi hanno fatto sorridere migliorandomi un poco la giornata
Ripenso a questo Angolino di mondo che per tanti non è nulla ma per me è tutto. Ripenso a voi, lettori silenziosi che scorrete i miei post per caso o per diletto, a voi blogger a cui oramai potrei dare l'appellativo di amici per i messaggi scambiati, i commenti, le email, i piccoli pensieri... a voi autori che mi avete aperto le porte verso romanzi che altrimenti non avrei mai conosciuto, a voi editori che mi avete dato possibilità che non avrei mai immaginato. 
A voi dedico questo post augurandovi che il 2017 vi faccia sorridere ogni giorno, vi dia motivo di rialzarsi dopo ogni caduta, vi permetta di conoscere gente che vi vorrà bene per ciò che siete, vi tenga vicino a coloro che già vi amano. Insomma, a voi auguro un 2017 che vi coccoli, che vi sorprenda

BUON 2017!

venerdì 30 dicembre 2016

Recensione: Dreamology


Titolo: Dreamology
Autore: Lucy Keating
Pagine: 284
Prezzo di copertina: 9.90  euro
Editore: Newton Compton
Per quanto Alice può riuscire a ricordare, Max è sempre stato parte integrante dei suoi sogni. Insieme hanno girato il mondo, vissuto esperienze straordinarie e si sono innamorati alla follia. Max è il ragazzo perfetto... Peccato che non sia reale. Perché Max non esiste. O almeno, così ha sempre pensato Alice. Fin quando entra nella sua nuova classe, il primo giorno di scuola, e... non riesce a credere ai suoi occhi: il suo Max è lì, davanti a lei, in carne e ossa. Ben presto però dovrà fare i conti col fatto che il Max reale è molto diverso dal Max dei sogni. Il Max reale è testardo e problematico, ha una vita complicata e intensa, di cui Alice non fa parte, nonché una ragazza, Celeste. Anche il loro incontro e il loro rapporto non sono così perfetti come lei aveva sperato. Quando si è vissuto un amore da sogno, ci si potrà mai accontentare della realtà?

Un sogno ad occhi aperti. Così si può definire la storia di Alice e di Max, da sempre uniti da un filo che li collega da lontano ovunque si trovino: il mondo dei sogni, dove nulla è impossibile, dove accade ciò che si desidera, dove le grandi avventure sembrano un gioco da ragazzi. Tutto sembra così semplice ma nemmeno quando i sogni divengono realtà sono così limpidi come ci si sarebbe aspettato. Alice ha conosciuto Max quando entrambi erano dei bambini con disturbi del sonno, incapaci di passare una notte tranquilla. Sono diventati amici ma lo hanno fatto sognandosi reciprocamente. Nonostante avvenga tutto nella loro mente la loro compagnia virtuale aiuta loro a risolvere i piccoli grandi problemi della loro vita quotidiana: la consapevolezza che, alla fine di una lunga giornata, ci sarà l'altro pronto a far nascere un sorriso splendente sul proprio volto li aiuta a tirare avanti.

giovedì 29 dicembre 2016

App per lettori

Buonasera, Lettori ♥ Era da tanto che volevo proporvi un post simile: finalmente ce l'ho fatta! Qui troverete raccolte tutte assieme le app che dovrebbero esserci nello smartphone di ogni lettore o che almeno potrebbero servigli se, oltre alla carta, ama pure un po' di tecnologia. Mi sono messa sotto per cercarne di utili, di particolari e alla fin fine la mia ricerca ha dato qualche frutto. Non vi nascondo che la maggior parte delle app dedicate ai lettori sono quelle dedicate alla lettura di ebook; tra questo tipo ne ho scelta soltanto una che vi mostrerò qui sotto. Di app davvero originali ne esistono ben poche, purtroppo... 
Se voi siete stati così fortunati da scontrarvi con qualche altra applicazione interessante non esitate a farmelo sapere; sarei felicissima di poter fare altre scoperte in questo campo. Ed ora iniziamo...
Il miglior ebook reader che ho provato. Ha tantissime funzioni e possibilità di personalizzazione (più di 10 temi che puoi modificare come vuoi). Supporta molti formati, anche quelli compressi, così che non sia necessario avere un'applicazione per decomprimere file. I libri possono essere etichettati, si possono modificare le copertine dei romanzi, che il programma riesce comunque a rintracciare da solo sul web. E' integrata la funzione dizionario che ritengo particolarmente utile per la lettura di libri in lingua. Un'altra cosa che apprezzo di Moon+ Reader è la possibilità di evidenziare/sottolineare pezzi di testo e aggiungere annotazioni.

Molti di voi lo conosceranno già ma per gli altri lo presento. Goodreads è un social network dedicato ai lettori, soprattutto per colore che amano anche leggere in lingua (infatti l'applicazione non è ancora stata tradotta in italiano). E' possibile aggiungete i libri letti, creare una lista di quelli che si vorrebbe leggere e segnalare un libro come quello che si sta leggendo. Lo amo perché si possono trovare meravigliose frasi tratte dai libri o ricercando in base ai tag, in più è possibile partecipare a giveaway internazionali, Insomma, è una libreria virtuale piuttosto intuitiva! 

martedì 27 dicembre 2016

In my mailbox #23: arrivi librosi

*Quando si amano i libri non c'è cosa più bella del riceverli! Per sfogliarli, per guardarli, per metterli sullo scaffale impolverato della tua stanza...ma soprattutto per leggerli!!*
Buongiorno, Lettori. O forse sarebbe meglio dire buonasera dato che ormai il sole è sparito da tanto tempo. No. Questo non è proprio un post in cui vi rifarete gli occhi con le numerose nuove entrate nella mia libreria sotto il periodo natalizio; l'unico vero e proprio libro che ho trovato sotto l'albero è Who says you can't? You do, poco conosciuto in Italia ma che sta avendo un discreto successo nel Paese di origine. Non è un romanzo ma un libro motivazionale, o almeno io lo chiamerei così: lo desideravo tanto poiché sapevo che all'interno avrei trovato meravigliose frasi da tenere in testa. Beh, ammetto che promette bene: ho letto due tre righe e sono piuttosto speciali!
Stanotte guardiamo le stelle mi è stato invece prestato da mio cugino, che me l'ho ha consigliato caldamente. Parla di una tematica a noi molto vicina: l'immigrazione. E' affrontata dal punto di vista di un ragazzo che ha sofferto ed ha cercato disperatamente una via di fuga dalla situazione terribile in cui era intrappolato. E poi eccoci con Il labirinto degli spiriti, gentilmente speditomi dalla Mondadori: un volume imponente che sicuramente nasconde grandi sorprese
Non certo meno importante una carta regalo della Feltrinelli di ben 100 euro: non vi nascondo che i miei occhi si sono trasformati in due cuoricini palpitanti nel momento in cui l'hanno vista! Cercherò di utilizzarla bene, senza buttare via nemmeno un euro in libri inutili! Adesso vi lascio alle trame dei tre libri in questione, sperando che vi possano interessare. Del volume in inglese ho tradotto personalmente la descrizione perciò mi scuso per eventuali imprecisioni.

Prezzo: 20.30 euro
Pagine: 382
Casa Editrice: Lightning Source Inc
Lingua: Inglese
Trama:
Ti sei mai chiesto perché ci sono poche persone che stanno vivendo i loro sogni, mentre gli altri sembrano allontanarsene sempre di più ogni giorno che passa? Ti sei mai posto le domande Cosa sono qui a fare? Qual è lo scopo della mia vita? Chi sono? Aprendo questo libro, Daniel Chidiac, uno dei più freschi e dinamici scrittori della nostra era, guida il lettore attraverso un viaggio psicologico ed emozionale per sbloccare il suo più vero potenziale. Intraprendendo questo viaggio di 7 step, troverai le risposte alle domande che hai cercato per tutta la vita. Sii pronto ad essere incuriosito, affascinato e stupido. Non da questo libro, ma dalla tua stessa forza.

domenica 25 dicembre 2016

Buon Natale

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Buon Natale, Lettori! Sicuramente in pochi passeranno da qui in un giorno di festa ma gli auguri sono immancabili: insomma, come avrete capito, questo è un post semplice semplice per dirvi che, anche in un giorno così importante, un pensiero al mio Angolino e a tutto ciò che gli gira attorno è scontato! Mi auguro che sotto l'albero troviate non solo beni materiali ma soprattutto tanta gioia da condividere con amici e famiglia... ma ovviamente, essendo lettori, almeno un libro lo riceverete! Io sono a quota uno ma non mi lamento affatto... con tutti i libri che ho da leggere è quasi un sollievo! Nella prossima In my mailbox ve lo presenterò: è un volumetto molto molto speciale, non è nemmeno un romanzo!
E per lasciarvi un saluto in stile libresco, con tanto di citazione a Dickens, che di Natale ha parlato tanto nelle sue opere...
Caro, caro Natale, che hai il potere di ricondurci alle illusioni della fanciullezza, che ricordi al vecchio i piaceri della sua gioventù, che riconduci da mille miglia lontano il viaggiatore e il navigante al suo focolare, fra le pareti tranquille della sua casa!

mercoledì 21 dicembre 2016

Recensione: Il prigioniero del cielo

Titolo: Il prigioniero del cielo
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Pagine: 352
Prezzo di copertina: 12.00  euro
Editore: Mondadori
Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere - il memorabile protagonista di "L'ombra del vento" è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un'edizione di pregio di "Il conte di Montecristo" pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un'epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín - il narratore di "Il gioco dell'angelo" - al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista...

Ogni romanzo della serie ha come protagonista indiscusso un libro. Questa volta tocca ad un classico, conosciuto anche dal lettore reale de Il prigioniero del cielo, ossia Il conte di Monte Cristo di Dumas, una copia del quale arriva tra le mani di Daniel (eh sì, proprio quel Daniel che avevamo tanto amato ne L’ombra del vento).  Una volume maledetto, destinato a Fermín Romero de Torres, un altro personaggio che mi era entrato nel cuore durante la lettura del primo volume della saga. Ed ecco che Daniel inizia a vagare sulle tracce del passato, il suo e quello dell’amico, così da arrivare a scoprire particolari inaspettati che faranno capire in quale modo Il gioco dell’angelo, secondo della serie per ordine di pubblicazione, abbia una vicenda strettamente connessa a quella che ci troviamo di fronte scorrendo queste nuove pagine.
 

domenica 18 dicembre 2016

Le Miss Movie: Si alza il vento

*Non solo le parole racchiudono storie. Anche le immagini lo fanno. I film sono un mondo di parole ed immagini che ti permettono di sprofondare per qualche ora dentro uno schermo: diventi parte della storia. 'Le Miss Movie' nasce per condividere con voi le emozioni che quelle scene ci lasciano nel cuore...Ogni mese io e Veronica -del blog She was in wonderland- vi faremo scoprire un nuovo mondo...*
Buongiorno Lettori, abbiamo già passato la metà dicembre. Il tempo sembra volare e non lasciarmi spazio da dedicare al blog, sempre più impegnata come sono con impegni scolastici. Cerco di fare del mio meglio, ed impegni a scadenza come quello di oggi mi mettono una certa pressione addosso ma mi spronano anche a non deprimermi e fare il meglio per raggiungere i miei obiettivi, per quanto riguarda scadenze 'virtuali' e non. Ringrazio Veronica per essere tornata a gestire questa bella rubrica assieme a me, un bel modo per ritagliarsi un po' di tempo e scoprire nuovi film che altrimenti non avrei mai guardato!
Titolo: Si alza il vento
Anno: 2013
Durata: 126 min
Genere: animazione
Regia: Hayao Miyazaki
Trama: Jiro Horikoshi è un giovane ambizioso il cui sogno è quello di diventare un giorno progettista di aerei come il suo idolo, il conte Caproni. Negli anni '20, trova lavoro presso la Mitsubishi e studiando la tecnologia tedesca tenta di mettere a punto un nuovo e innovativo prototipo di aereo... Uscito nelle sale giapponesi il 20 luglio 2013 e presentato in concorso alla 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, fu il più grande successo del 2013 al botteghino giapponese e venne acclamato dalla critica cinematografica mondiale. Inoltre venne candidato a numerosi e prestigiosi riconoscimenti, come l'Oscar al miglior film d'animazione, il Golden Globe per il miglior film straniero e il premio della Japanese Academy nella categoria animazione dell'anno.
Miyazaki difficilmente delude. Al massimo lascia perplessi perché i significati dei suoi film sono molteplici, a volte troppi per essere compresi del tutto, alcuni eccessivamente sottili per far sì che tutti ne colgano il senso. Ed ecco che io forse non ho capito il film nel dettaglio ma nella sua complessità mi ha lasciato tanto.

La magia dei film del registra giapponese sta nel saper catturare l’attenzione dei bambini con storie che sembrano provenire da un altro pianeta, lasciandoli incantati anche se non sono in grado di intendere appieno cosa tutte quelle immagini vogliono dirci. Ci vuole un po’ di intuito, tanta attenzione che a volte mancano pure allo spettatore adulto. Appunto, il rischio di un opera cinematografica di questo tipo, il target spazia dai giovanissimi a coloro che sono giù piuttosto maturi, è il non essere decifrata del tutto. Ma rischiare, se fatto con cognizione di causa, ripaga; come vediamo in Si alza il vento.
Sullo sfondo un'animazione che sprigiona splendore ci troviamo di fronte a continue descrizioni quasi tecniche concernenti la struttura degli aeroplani e, a tratti, la loro storia. Non tutti hanno apprezzato la precisione di questi spezzoni di film ma io li ho amati, con tutti i riferimenti all'aerodinamica, alla progettazione etc. ovviamente sempre indirizzati ad un pubblico che potrebbe non avere in mente concetti avanzati su ciò che riguarda il mondo degli aerei.

Se però la storia fosse stata monotematica non l’avrei apprezzata sicuramente. Invece Miyazaki si sofferma su grandi temi quali il pacifismo, la forza distruttiva della natura che si contrappone alla sua innata bellezza, l’amore verso il prossimo con tante sottili sfumature di morale disseminate dall’inizio alla fine. 

sabato 17 dicembre 2016

Recensione: Il gioco dell'angelo

Titolo: Il gioco dell'angelo
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Pagine: 476
Prezzo di copertina: 12.50  euro
Editore: Mondadori
Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno: diventare uno scrittore. E quando riesce a pubblicare un racconto, il successo arriva. Ma da quel momento la sua vita comincerà per la prima volta a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona sconosciuta e inquietante. Quando David si deciderà infine ad accettare l'offerta, fattagli da un misterioso editore, di scrivere un'opera tanto immane quanto rivoluzionaria, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria...
Con uno stile scintillante e grande sapienza narrativa, l'autore de L'ombra del vento torna a guidarci tra i misteri del Cimitero dei Libri Dimenticati, regalandoci una storia in cui l'inesausta passione per i libri, la potenza dell'amore e la forza dell'amicizia si intrecciano ancora una volta in un connubio irresistibile.
Un’atmosfera soprannaturale che fa da sfondo a quella che sembra la comunissima vita del protagonista. Se avete letto L’ombra del vento, precedente a questo romanzo per pubblicazione ma dalla narrazione cronologicamente anteriore. 
Queste caratteristiche vi appariranno come più che familiari. In aggiunta molti elementi -persone, descrizioni, dettagli- fanno riferimento a quelli che il lettore ha già avuto modo di incontrare in precedenza; nonostante ciò Il gioco dell’angelo è una lettura a parte, che non necessita la lettura del volume precedente. Scelta saggia, quella di Zafòn. Nel momento in cui gli venne l’idea di comporre la saga del Cimitero dei libri dimenticati aveva in mente una struttura a labirinto, con molte entrate che però vedessero la luce nello stesso punto potendo rintracciare infatti indizi che riportano alle altre vicende. 

lunedì 12 dicembre 2016

Recensione: L'ombra del vento

Autore: Carlos Ruiz Zafon
Pagine: 420
Prezzo di copertina: 12.50  euro
Editore: Mondadori
A Barcellona, una mattina d'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all'oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo.
E qui Daniel entra in possesso di un libro maledetto che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un mondo di misteri e intrighi legato alla figura di Julián Carax, l'autore di quel libro. Daniel ne rimane folgorato, mentre dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e di un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti paralleli con la sua vita.

 
Non sono il tipo da rilettura; basta una volta per apprezzare una storia, per comprendere quello che lo scrittore vuol dire, per ricordare le descrizioni mozzafiato che il libro contiene. Questa volta ho voluto fare un’eccezione, un po’ perché lo sentivo come un mio dovere, un po’ perché mi ricordavo de L’ombra del vento come uno di quei romanzi che penetrano nel tuo cuore, ti segnano, rimangono lì in un angolo e sono sempre pronti a riaffiorare in superficie con un riferimento qua e là a proposito della storia. In realtà avevo una specie di vuoto di memoria: vaghi ricordi fatti di un ragazzo man mano più maturo, di un uomo con la maschera di cuoio e di un mendicante che sotto sotto era un uomo dalla grande cultura.
Quale miglior momento per tuffarsi nuovamente nel mondo di Zafon se non la pubblicazione de Il labirinto degli spiriti, ossia quel finale tanto atteso a cui non avrei mai pensato di arrivare essendomi fermata al primo volume!  Insomma, nell’umore giusto per una storia ricca di mistero e di belle parole ho finito con l’apprezzare la storia di Daniel ancor più della prima volta.
 

domenica 11 dicembre 2016

In my mailbox #22: piccole gioie di carta

*Quando si amano i libri non c'è cosa più bella del riceverli! Per sfogliarli, per guardarli, per metterli sullo scaffale impolverato della tua stanza...ma soprattutto per leggerli!!*
Buona Domenica, Lettori! Vi siete goduti il ponte, sempre che ne abbiate avuto la possibilità. Per me è stato più che altro una corsa contro le scadenze che non dico sia fallita miseramente ma piuttosto che non si è conclusa come speravo. Infatti, come ben vedete, sono qui... a scrivere un post con tanta voglia di farlo ma pochissimo tempo a disposizione. A volte la vita ci mette a dura prova, sta a noi decidere se soccombere o tenere duro, seppur con qualche inevitabile rinuncia e tanta ansia che non ci abbandona. Per fortuna le consolazioni esistono e non sono soltanto le persone che ci circondano donandoci un sorriso ogni tanto ma le nostre distrazioni preferite giocano un bel ruolo in tutto ciò. Ed ecco che qui, per noi lettori, entrano in gioco i libri, nostri compagni pure in quelle giornate di estremo stress in cui arrivi a non riuscire a tenere più gli occhi aperti per la stanchezza. Sì, leggere qualche pagina è un irrinunciabile piacere in ogni caso.
I quattro libri che vedete non sono stati acquistati da me. Gli anni al contrario è un regalo bello ed inaspettato, donatomi proprio perché amo leggere con una trama che si prospetta intensa e particolare. Gli altri tre romanzi sono i primi volumi della serie di Zafon Il cimitero dei libri dimenticati, che mi sono stati gentilmente inviati dalla casa editrice Mondadori per scriverne un post a riguardo in tempi brevi. Sono in lettura e presto uscirà qualche post originale qui da me in proposito. 

Gli anni al contrario
Prezzo: 11.00 euro
Pagine: 144
Casa Editrice: Einaudi
Lingua: Italiano
Trama:
Messina, 1977. Aurora, figlia del fascistissimo Silini, ha sin da piccola l'abitudine di rifugiarsi in bagno a studiare, per prendere tutti nove immaginando di emanciparsi dalla sua famiglia, che le sta stretta. Giovanni è sempre stato lo scavezzacollo dei Santatorre, ce l'ha con il padre e il suo "comunismo che odora di sconfitta", e vuole fare la rivoluzione. I due si incontrano all'università, e pochi mesi dopo aspettano già una bambina. La vita insieme però si rivela diversa da come l'avevano fantasticata. Perché la frustrazione e la paura del fallimento possono offendere anche il legame più appassionato. Perché persino l'amore più forte può essere tradito dalla Storia.

giovedì 1 dicembre 2016

Leggo perché... #2

Perché leggete? Sono sicura che rispondere è più difficile di ciò che sembra. Per un lettore sarà sempre difficile elencare TUTTE le motivazioni che lo portano a prendere in mano un libro ogni sera, nonostante la stanchezza, nonostante il mal di testa, nonostante gli occhi che oramai si chiudono da soli... Unendo i pensieri di coloro che leggono per passione ne viene fuori un'immagine bellissima del lettore; ringrazio ancora tutti quelli che hanno accettato di fare da cavie a questa sottospecie di esperimento libroso. Ve li lascio di seguito.

Io leggo perché, in fondo in fondo, sono alla ricerca di qualcosa di nuovo. Sono un'inguaribile romantica, e una fangirl pazza, tanto che ogni volta che gli sguardi della mia coppia preferita si incrociano lancio degli urletti che fanno sempre spaventare mia madre e alzare gli occhi al cielo a mio padre. Leggo anche perché ci sono cose che io non potrò mai sperimentare, alcune purtroppo (non sono una persona avventurosa, neanche per un briciolo) e altre per fortuna (della serie "grazie al cielo gli Hunger Games non esistono"). E infine, ma non per importanza, leggo per imparare. Sono una studentessa di letteratura straniera e ad ogni lezioni mi stupisco di quanto ogni tipo di scrittura abbia qualcosa da dire, e di come tanti autori morti da secoli possano risultare attuali. Sta poi a noi capire cosa fare con quello che abbiamo appreso. Magari anche solo decidere che non è questo ciò che fa per noi e passare ad una nuova avventura. Chiara

Io leggo perché per me è essenziale, mi aiuta, mi fa compagnia e mi fa evadere. Leggo perché ormai fa parte di me e senza libri non sarei la stessa persona! Clary 

Perchè leggere e dimenticarti di vivere?'" direbbe qualcuno, o forse in molti vedendomi appostato a un angolo con un romanzo tra le mani. Sbaglia spesso chi dice che leggere è un modo alternativo e più elegante di cercare un rifugio, di addentrarsi nei meandri di una storia per dimenticarsi di se stessi. Io la penso esattamente al contrario. Leggere ci permette di affrontare le contingenze della vita con un'altra prospettiva, ogni parola è uno sprazzo di luce che ci illumina e ci indirizza, oserei dire che ci migliora sia come esseri umani, dotati di sentimenti e emozioni, sia come menti che aspirano a elevarsi. Proprio tra le pagine di un romanzo, spesso ritroviamo noi stessi, dettagli che avevamo dimenticato, la forza che ci permetta di riacquistare una posizione, un senso, una visione d'insieme. Beati noi che leggiamo, che possiamo vivere la nostra e la vita degli altri, che non ci accontentiamo di un mondo, che mescoliamo la nostra storie con tante mille ancora. Non smetterò mai di leggere. Perché significherebbe accontentarsi e perdere una guida, più che utile, nel percorso creativo delle nostre azioni.  Ezio

mercoledì 30 novembre 2016

Leggo perché...

Buon mercoledì, cari Lettori! Sono qui per presentarvi la prima metà dei pensieri che ho ricevuto grazie a questa iniziativa che sono davvero felice di essere riuscita a portare avanti; ho visto che moltissimi di quelli che ho contattato sono rimasti entusiasti dell'idea ed io sono rimasta altrettanto estasiata leggendo le loro risposte! A loro va un immenso GRAZIE! Perché descrivere la vera essenza del lettore senza persone come loro sarebbe stato impossibile! Vi lascio alle loro autentiche parole...


Leggo perché ogni libro è un viaggio, un'avventura in luoghi e tempi lontani. Ogni libro, ogni storia, ci permette di conoscere nuovi personaggi, nuovi mondi e ci permette di evadere dalla realtà anche solo per qualche minuto.
Leggo perché non posso farne a meno, la curiosità di scoprire quale storia si cela dietro una copertina è troppo forte e mi lascio rapire dalle parole, capitolo dopo capitolo. Leggo perché la lettura ha sempre fatto parte della mia vita, non ricordo un giorno passato senza aprire un libro e leggerne almeno una pagina. Leggo per passione, per evadere un po' dalla quotidianità, per sentirmi al sicuro. Silvia May
Io leggo perché sono curiosa: tra le pagine di un libro si nasconde sempre qualcosa di nuovo e sorprendente.
Io leggo perché adoro scoprire la realtà attraverso diversi sguardi, altre prospettive capaci di mostrarmi nuovi lati del mio carattere e della mia identità.
Io leggo perché la voce di un libro riesce ad avvicinarmi a mondi lontani in un battito di ciglia: nell'arco di poche parole è possibile viaggiare nel tempo e nello spazio senza limiti.
Io leggo perché adoro le storie e i racconti in ogni loro forma. Mi piace pensare che ogni aspetto della nostra vita sia un racconto che può avere sfumature luminose oppure più scure. In questa ottica leggere diventa un sinonimo di vivere.
Sì, io leggo perché vivo. Fede
Io leggo per fuggire dalla realtà. Non riesco mai a sentirmi completamente a mio agio nel mondo che mi circonda e i libri sono il mio nascondiglio segreto. Avete presente quel momento in cui non ce la facete più e vorreste essere da tutt'altra parte? Ecco, io in quel momento trovo nei libri la mia via di fuga. Ho cominciato a leggere per questo motivo e alla fine ne sono diventate miliardi di ragioni per cui leggo. Leggo perché entrare dentro un'altra storia mi fa provare tantissime emozioni. Leggo perché così ritrovo me stessa nelle pagine che sfoglio. Leggo perché così, anche stando seduta sul letto, riesco a viaggiare in tutte le parti del mondo e in tutte le dimensioni possibili. Leggo perché così mi sento davvero parte di qualcosa. Leggo perché i libri sono diventati parte della mia vita e non potrei e non vorrei mai più separarmene. Valentina M.

martedì 29 novembre 2016

Io leggo perché...

Eccomi, Lettori! Spero che stiate trascorrendo una piacevole serata, tra le coperte del vostro lettino, le pagine di un bel libro e una tazza di tè sul comodino. Purtroppo per me in questi giorni mi aspettano momenti piuttosto stressanti ma la positività dà sempre la spinta giusta ed una pagina o due alla sera non me le faccio mancare, nonostante tutto.
Oggi sono qui per inaugurare una serie di tre post, una mini-iniziativa che ho nel cassetto da un po' di tempo e che adesso ho deciso di utilizzare come arma segreta.
Mi sono munita di buona volontà ed ho contattato altre persone che amano la lettura almeno quanto me e ho chiesto loro quali sono le motivazioni per le quali leggono.
Ho ricevuto delle risposte bellissime, che nascondono la vera essenza della lettura. Ho ricevuto brevi frasi, concise, che fanno comprendere che il dono della sintesi è prezioso. Ho ricevuto piccole perle di saggezza che avrei voluto uscissero dalla mia bocca. Ho ricevuto opinioni così sincere che sembravano parole di un amico. Ho ricevuto frasi tanto poetiche che potevano essere state scritte da un autore professionista.
Per trovare tutte queste bellissime opinioni sulla lettura dovrete aspettare domani. Per aprire questa breve serie di post ho deciso (purtroppo per voi XD) che comincerò col dirvi quali sono le ragioni per le quali IO leggo.
Io leggo perché questo mondo ha bisogno di essere interpretato. Ogni cosa ci appare sotto una nuova luce dopo averla analizzata da una prospettiva diversa, come grazie alla chiave di lettura data da un buon romanzo.
Io leggo perché aiuta a comprendere davvero chi ci circonda. A volte un singolo personaggio può aprirci un mondo, un mondo per noi estraneo che ci sembrava inesistente. E così acquisti un tocco in più di empatia e -perché no?- di bontà.
Io leggo perché mi insegna di non perdere la speranza. Sii positivo dice ogni libro perché il modo in cui affronti una situazione ha il potere di influenzare la situazione stessa.
Io leggo perché c'è sempre da imparare. Ogni storia, ogni capitolo, ogni pagina, ogni riga ha qualcosa da dare al lettore; non sono solo le cosiddette pietre miliari della letteratura che contengono pezzi di cultura.
Io leggo perché i libri contengono parole meravigliose. Quelle frasi che tanto vorresti fossero anche i tuoi pensieri, quegli regole di vita che vorresti essere in grado di seguire senza sforzi.
Io leggo perché ci sono posti impossibile da visitare. Non è possibile visitare ogni angolo nascosto del nostro grande universo. Non è possibile avere un'immaginazione così fervida da riuscire a rimanere indifferente ad una storia originale.
Io leggo perché è una necessità. Un piccolo bisogno insaziabile di scoprire di più, di sognare di più, di sperare di più. Di vivere di più.

martedì 22 novembre 2016

Recensione: Un giorno solo, tutta la vita

Autore: Alyson Richman
Pagine: 342
Prezzo di copertina: 18.00  euro
Editore: Piemme
Questa storia inizia a New York nel 2000, quando, alle nozze del nipote, Joseph Kohn scorge tra gli invitati una donna dall'aria familiare. Gli occhi azzurro ghiaccio, l'ombra di un tatuaggio sotto la manica. Il presentimento gli toglie il respiro. Le chiede di mostrargli il braccio; non importa se è scortese, lui deve sapere. La certezza è lì, sulla pelle: sei numeri blu, accanto a un piccolo neo che lui non ha mai dimenticato. E allora le dice: "Lenka, sono io. Joseph. Tuo marito". Perché questa storia, in realtà, inizia a Praga nel 1939. Lenka e Joseph sono due studenti ebrei, si conoscono poco prima dello scoppio della guerra, si innamorano, diventano marito e moglie per lo spazio di una notte. Il giorno dopo, al momento di fuggire negli Stati Uniti Lenka decide di restare, perché non ci sono biglietti a sufficienza per la sua famiglia. Si separano con la promessa di ricongiungersi al più presto, ma Lenka finisce in un campo di concentramento. In mezzo all'orrore, fa ciò di cui è capace, dipingere, unico modo per dare colore a ciò che è privato di luce, per dare forma a ciò che non si può descrivere. Mentre Joseph, in America, si specializza in ostetricia: solo aiutare a dare la vita gli consente di non farsi trascinare a fondo dalle voci di chi non c'è più. Quando ormai si crederanno perduti per sempre, ci sarà un nuovo inizio per entrambi.
Il problema più grande nello studiare la Storia è il cadere nell'impersonalità; un manuale scolastico non sarà mai in grado di trasmetterti l'orrore delle persecuzioni naziste, la desolazione che hanno portato nelle città, l'amore perso di una famiglia stremata dai lavori forzati. Questo perché la Storia è fatta di vite di uomini e donne, le quali portano nel cuore il fardello del loro vissuto, composto da dolori che distruggono quelle giornate che avrebbero desiderato trascorrere.
Queste sono pagine intrise di disumanità. Di coloro che hanno avuto il coraggio di creare la sofferenza trattando la gente come merce da sfruttare, da cui ricavare un guadagno e poi gettare via.
Queste sono pagine intrise di speranza. Forse la qualità più forte dell'uomo poiché permettere di non soccombere a condizioni che ritieni intollerabili fin quando non ne sei coinvolto e l'unico modo di uscirne è lottare, arrivando fino in fondo. Pure se non sai se il fondo esista.
Queste sono pagine intrise di compassione. Per chi sta peggio di te benché tu stia già male. Per chi è più debole di te e destinato a soccombere alle crudeltà. Per chi sta perdendo la speranza e ti senti in dovere di risollevare.

martedì 15 novembre 2016

Scatti librosi: foto di una lit-blogger

Buongiorno Lettori ♥ Come procedono le vostre letture? Oggi nessun post particolarmente impegnativo per voi. Amo scattare piccole foto di ciò che ritrae la me come lettrice, istantanee di romanzi impilati, di stesura delle recensioni, di dediche che scaldano il cuore... insomma, essere una divoratrice di libri e al contempo una blogger devo dire che ha i suoi vantaggi. 
Questa sera mi limiterò solo a farvi vedere alcune immagini che ho condiviso nell'ultimo periodo su Instagram (e su Facebook). Per gli (s)fortunati che non hanno questi social ho avuto l'accortezza di lasciarvele qua, con relative didascalie.

Sistemare le frasi facendo dei collage degni di un bimbo dell'asilo è un modo alternativo per rilassarsi...
Amo raccogliere quelle parole forti, capaci di beccarti nel momento giusto e nel punto giusto, mettendole assieme in un diario che mi farà compagnia per sempre. Quando avrò bisogno di una perla di saggezza ritornerò a rifugiarmi tra le sue pagine creative...

sabato 12 novembre 2016

Recensione: Vuoi conoscere un casino?

Titolo: Vuoi conoscere un casino?
Autore: Alex Astrid
Pagine: 284
Prezzo di copertina: 17.00  euro
EditoreIl Ciliegio

Giorgia è una sedicenne della provincia di Milano, scrive a Martina, la cugina morta pochi mesi prima in un incidente d’auto. Martina diventa così “un diario”, un’amica invisibile che accoglie tutte le confessioni e gli sfoghi di Giorgia. La prima lettera è datata 5 febbraio 2014 e narra gli avvenimenti accaduti subito dopo la scomparsa di Martina. Nelle lettere successive Giorgia racconta la sua vita: la famiglia, gli amici, gli amori, ma anche le delusioni e le grandi e piccole gioie. La ragazza racconta soprattutto la storia di un viaggio interiore che la porta fino alla liberazione delle proprie paure e incertezze.
Un po' "Il giovane Holden" e un po' "I ragazzi del muretto": "Vuoi conoscere un casino?" è un affresco potente del mondo dei giovani di oggi che vivono alla periferia di una grande città. È la storia di una metamorfosi, di un viaggio. Il viaggio che ogni ragazzo deve affrontare per diventare grande.

Senza alcun filtro Vuoi conoscere un casino? è l'adolescenza raccontata da un'adolescente, così che ogni pagina, ogni riga, ogni parola, ogni macchia di inchiostro abbiamo un retrogusto così realistico che al lettore riesce difficile non immedesimarsi. 
Così quel 4 febbraio 2014 diviene la data di inizio di quel mondo che ora non è più solamente di Giorgia, ma è anche tuo. Di te che ti sei intrufolato a piccoli passi nel diario di una ragazza dalle mille riflessioni, che naufraga tra le speranze e le delusioni della vita, come in balia di una terribile tempesta. Ma le onde degli avvenimenti che sembrano portarla al largo impetuosamente sono le stesse che poi la riportano a riva, che la cullano tra le piccole ed inaspettate gioie. Perché la vita alla fin fine è fatta di alti e bassi, di sorrisi e di lacrime, ed è proprio così che l'autrice la raffigura,

lunedì 7 novembre 2016

Recensione: Ninni, mio padre

Autore: Roberto Sapienza/Vittorio de Agrò 
Pagine: 226
Prezzo di copertina: 16.00 euro
EditoreYoucanprint
In una serata di novembre, Roberto è davanti al computer, cercando di iniziare a scrivere un libro su suo padre Carmelo, deceduto vent'anni prima. Improvvisamente, sotto forma di un'entità incorporea, il padre gli si palesa con l'intento di mostrargli il proprio passato nei minimi dettagli: dall'infanzia, segnata da una tragedia familiare, dai successi e delusioni nello studio, in politica e in famiglia, fino al termine della sua vita, a causa di un male incurabile. Da quelle immagini, tra Roberto e suo padre, nasce un confronto dialettico segnato da forti emozioni e da animati contrasti che rivelano visioni discordi e sedimentate incomprensioni. Dopo il serrato dialogo che li coinvolge fino all'alba, Carmelo tornerà nella sua dimensione con una maggior consapevolezza riguardo alle conseguenze dei suoi atteggiamenti nella vita terrena? E Roberto, dopo quell'intensa e straordinaria chiacchierata notturna, riuscirà a scrivere quel libro su suo padre?

Accade di dover lasciar andare qualcuno troppo presto. Accade che ti svegli una mattina con la sicurezza che quella sarà una giornata come le altre ma invece succede qualcosa che non ti saresti mai aspettato. E se l'avvenimento è addirittura la morte di una persona amata il dolore comincia a far parte di noi, come un mostro che ci divora l'animo pian piano, quasi gustandosi la sofferenza che ci fa sentire. Una sofferenza che è ancor più forte quando non siamo riusciti ad amare quella persona che non c'è più fino in fondo perché non l'abbiamo capita veramente: forse le nostre ultime frasi a lei indirizzate non erano fatte di parole di conforto ma bensì lettere affiancate tra loro da conflitti irrisolti, per troppo tempo repressi. Se col tempo il dolore sembra passare, in realtà è solo apparenza perché resta dentro di noi, in un angolo remoto del nostro cuore, che batte al ritmo del rancore, che altro non è che la manifestazione di una sofferenza repressa. 

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