venerdì 28 luglio 2017

5 libri da leggere in estate

Con questo sole un po' di relax ci vuole ed un libro a portata di mano ci deve sempre assolutamente essere. Non vorrei parlarvi tanto delle letture da ombrellone, ossia non ho intenzione di andare a cercare i romanzi dal contenuto più leggero, ma piuttosto presentarvi cinque storie in lingua nelle quali sembra che si respiri aria di estate, di mare e di vacanza. Aria che magari qualcuno ancora adesso può trovare solamente nei libri... 
Love and Gelato parla di un'estate passata in Italia, dove amore, mistero e avventura si miscelano così da divenire un tutt'uno durante il road trip attraverso la Toscana. No, ma Lina non è lì per godersi le meraviglie che il nostro Paese ha da offrire ma per trovare quel papà che non c'è mai stato per lei prima che sua mamma muoia.
L'unica preoccupazione della sedicenne Abby, nel romanzo The distance from A to Z, è invece imparare per bene il francese e per farlo decide di partire per una vacanza studio. Sì, proprio una delle comuni vacanze studio che molti studenti scelgono ogni anno. Ed ecco che qui è costretta a stare con un ragazzo che proprio non sopporta; in qualche modo però l'estate e la sua magia permetteranno di far vivere loro giorni indimenticabili.
Un romanzo dai toni drammatici Life Without Summer riguarda Tessa, una madre che ha appena perso la figlia di quattro anni. Ormai ha perso la motivazione di fare qualunque cose, ossia ormai vive una vita senza estate: incompleta. Questo è un viaggio per riottenere un equilibrio grazie ad amore, fiducia e perdono. 
Wanderlost è stato pubblicato anche in Italia, con il titolo Il viaggio che mi ha cambiato la vita. Una trama accattivante, uno young adult particolare, dei dettagli curiosi: una ragazza si trova a ricoprire per un'estate il ruolo della sorella: deve fare da guida in un tour attraverso l'Europa!
Beach Trip è invece un viaggio nei ricordi, non soltanto al mare. Mel, Sara, Annie, e Lola decidono di passare del tempo insieme nella casa di una di loro in North Carolina, così da ricordare i bei tempi passati del college.

venerdì 21 luglio 2017

Recensione: 7 giorni

Titolo: 7 giorni
Autore: Pablo Cerini
Pagine: 199
Prezzo di copertina: 9,26  euro
Editore: self-published
 La vita li ha fatti arrivare stanchi al momento della verità, ma invece il destino li chiama ad essere pronti. In gioco c'è tutto. La carriera. L'amore. Il senso di tutti i giorni spesi fino ad ora. Come si è giunti a qui? Sono passati giorni. Sette, per la precisione, in cui tutto poteva essere ripensato e riscritto. Ma l'abitudine e la noia hanno avuto il sopravvento. E adesso è troppo tardi per il rewind. Siamo in tre sul bordo del precipizio. E uno di noi deve cadere. La città scorre fuori dal finestrino. C'è una storia d'amore, in fondo. Anche se parlare d'amore è esagerato. Forse, è sufficiente dire che c'è stato un incontro e due solitudini non hanno più avuto il coraggio di tornare a guardarsi indietro. Qualcun altro pagherà le conseguenze, tanto. Sì, e c'è della nostalgia. Per forza. Perché anche chi non è vissuto negli anni 90 sente la nostalgia per gli anni 90. Sono stati i peggiori di tutti. E i più felici di tutti. Chi ci è vissuto non riesce a dimenticarli. Chi è arrivato dopo cerca disperatamente simulazioni veritiere che lo rendano partecipe di quelle sensazioni esclusive e distruttive. E c'è anche il business. Perché quale storia non gira attorno ai soldi? Qui invece abbiamo l'annoiato mondo corporate che parla più con le posizioni del corpo che con il cervello. E le vendite vanno chiuse. Spostando il limite sempre più in là.  E c'è una visione. Che non interessa a nessuno ma che rimane la pietra angolare di tutto. La pietra su cui scivoleremo sfracellandoci. Perché il perdono arriva. Ma chiede il suo obolo da pagare.

Tre sono i personaggi che dominano la scena di “7 giorni”. Tutti indicati con le semplici lettere per fare in modo che il lettore possa trovare in P. quell'uomo intrappolato nella routine lavorativa dalla quale cerca di scappare, in F. il socio che ormai è amico da una vita e in L. ogni giovane donna che, grazie alla sua furbizia e al suo fascino, ha la meglio nell'ambito lavorativo. 
Ecco che Pablo Cerini ci racconta con amara ironia un intreccio di situazioni che nascono da un’esistenza sregolata, che sembra nascere da una non piena realizzazione di se stessi. In realtà non comprendiamo fino in fondo queste persone che cercano di riempire i vuoti che dominano le loro giornate perché l’autore ha scelto di non delinearli per un motivo: capire dei comportamenti che nascono da semplici pulsioni non è così facile dato che nemmeno coloro che li assumono hanno una ragione razionale per farlo. Quanto volte non comprendiamo gli atteggiamenti di una persona? Insomma, anche nella banalità della quotidianità ci troviamo davanti a piccoli incomprensibili dettagli. 
Se tre sono i protagonisti, sette invece sono i giorni che vengono presentati all'occhio attento del lettore. Possiamo comunque considerare la storia spezzata sostanzialmente in due parti; se all'inizio abbiamo un’azione pressoché nulla ed un andamento piuttosto lento, all'improvviso la noia si rompe e il racconto riprende il ritmo giusto per far sì che si rimanga intrappolati nel filo della narrazione. Il capo di questo breve filo, in quanto si tratta di un libricino che si conclude in poco tempo, è un colpo di scena costruito ad hoc.

domenica 16 luglio 2017

Recensione: Cambion

Titolo: Cambion
Autore: Veronica Riga
Pagine: 303
Prezzo di copertina: 16.50  euro
EditoreBibliotheka Edizioni
Celeste è sicura di avere una vita noiosa. Abita a Londra, la capitale delle stranezze, e lavora in un Hotel che ospita viaggiatori di ogni tipo. A soli diciotto anni ha già visto le sfumature del mondo, e nulla riesce più a sorprenderla. Quando si ritrova a dover fare da guida turistica a Cameron, un ragazzo della sua età dai capelli rosso fuoco, le sue giornate iniziano a movimentarsi sino al limite dell'impossibile. Cameron è diverso dagli altri. Con le braccia tatuate, una camera piena di icone religiose e la strana abitudine di parlare da solo, sembra coinvolto in un omicidio avvenuto il giorno del suo stesso arrivo a Londra. Un omicidio a cui Celeste ha assistito, ma che sembra non essere in grado di ricordare...David farebbe di tutto pur di salvare la vita a Elìas, il mezz’angelo di cui è innamorato, anche fare un giuramento mortale. Dovrà vincere il Torneo a cui partecipano i Cambion, e trovare così il corpo adatto a ospitare il Principe degli Inferi. Se dovesse fallire, Elìas morirà e le loro anime verranno divorate dal demone con cui ha stretto il patto: Asmodeo, suo padre.

Etichettiamo sempre un romanzo con un determinato genere, molte volte però la storia poi non lo rispecchia per niente. Nel caso di Cambion tutto è perfettamente in linea con quello che dovrebbe essere uno young adult urban fantasy; no, non fraintendetemi... non è assolutamente il solito romanzo in cui il demone che combatte contro la sua stessa natura si innamora della ragazza timida che le cade tra le braccia. Non è niente di tutto questo ma un libro in cui tutti gli elementi nati dalla fantasia dell’autrice si miscelano con tanta maestria con quelle che potrebbero essere degli avvenimenti reali, ai quali ogni giorno potremmo incappare pure noi. Cambion è la storia di una ragazza dalla vita perfettamente normale: un lavoro in un hotel, dei genitori che la affiancano, le uscite con le amiche che le riempiono il tempo libero... Ma la sua normalità si intreccia con la stranezza del figlio del proprietario dell’hotel nel quale lavora.
Ed ecco così che la Londra che Celeste, la nostra protagonista, conosceva si sgretola lentamente lasciando il posto ad una città in cui la magia non sta nella bellezza del Big Ben, bensì nella presenza di un’insaziabile lotta tra un Bene angelico e un Male demoniaco. La cosa speciale del romanzo però è che la divisione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è non è netta assolutamente, così come nella vita... E’ davvero possibile comprendere se una persona è buona o crudele? No, perché esiste una sorta di zona grigia dove ci siamo noi, gente comune, che hanno pregi e difetti così da essere un miscuglio di perfetta normalità. 

venerdì 14 luglio 2017

Recensione: Morivamo di freddo


Autore: Rosalia Messina
Pagine: 111
Prezzo di copertina: 11.99  euro
Editore: Durango Edizioni
Mauro e Sandra, Guido e Loredana. Quattro amici, due coppie. Attraverso due tragedie e con il passare del tempo scopriranno che nessuno di loro conosceva davvero gli altri. Enrico, il figlio di Mauro e Sandra, si è costruito una vita al riparo da scosse emotive. Gli attacchi di panico e la necessità di prendersene cura metteranno a dura prova le sue solide protezioni. Rosalia Messina racconta le vicissitudini del dolore lungo due generazioni sotto il cielo color ardesia di Catania.



“Quel rosso splendente il copertina è l’amore, quello che troverò in ogni pagina del libro” pensavo. Forse ho sbagliato tutto, perché mi sono trovata tra le mani un romanzo nel quale l’amore è il grande assente. Quel sentimento che vuole farsi sentire, vuole essere chiamato a grande voce ed invece viene meno per i ti amo non detti, per quelli accennati nella maniera sbagliata, per il senso di responsabilità che ti tappa la bocca... Morivamo di freddo è fatto di vuoto. Uno spazio bianco di ricordi mai condivisi se non tramite le pagine di un diario privato, pieno di sensazioni che forse avrebbero dovuto rimanere celate. Un vuoto da colmare riavvolgendo la storia del passato, così da ricucirne l’origine per fare in modo che non si strappi con violenza.
Ma forse è inevitabile che ricucire il passato sia doloroso; ogni volta che l’ago si infila nel tessuto della memoria fa male perché lo modifica con il filo che porta con sé. Sebbene sarà un cambiamento lieve, sarà sufficiente a vedere con occhi differenti gli avvenimenti passati. Forse quello che sembrava un banale sorriso era invece una dichiarazione d’amore mai colta...
E se il proprietario del diario fosse morto e toccasse a chi ancora vive fare i conti con quel passato impresso dall'inchiostro? Ecco che quella che avrebbe dovuto essere un semplice rivivere il vissuto si trasforma in un'esperienza intollerabile, accompagnata dal dolore della perdita di una persona che si pensava di conoscere nel profondo ma invece non era così. In realtà non era chiaro nemmeno chi fosse la persona che amava...

giovedì 13 luglio 2017

Un ciao definitivo

Un giorno dopo l'altro e così sono diventati tre mesi. Sono accadute cose che mi hanno fatto male, che in qualche maniera mi hanno cambiata un po' dentro. Sono accadute cose che ho dovuto affrontare con il sorriso per evitare che fossero gli altri a piangere. Sono accadute cose che ho dovuto gestire come meglio potevo, senza però avere i risultati che speravo. Ed in tutto questo il blog non ha avuto il tempo che gli spettava; magari non sono mancata a nessuno, magari sono soltanto un altro puntino che si è spento all'improvviso nel vasto universo dei blog, magari tre mesi di assenza non sono tanti come la mia testa crede... ma leggere, scrivere, visitare i vostri angolini, tenermi in contatto con voi mi è mancato tanto. 
Adesso non voglio farvi credere che in queste settimane non sia accaduto niente di bello; ho sempre cercato di vedere il lato positivo delle situazioni, di fare in modo che i ricordi e le speranze mi aiutassero ad andare avanti. Ed alla fine eccomi qua. Piccole grandi conquiste e la fine di cinque anni di liceo scientifico con un cento; un voto la cui soddisfazione più grande che ne deriva è l'essere stata ricompensata pienamente di tutte le giornate passate a studiare, perché di per sé non è che abbia chissà quale valore. 

Sono in estate adesso. O meglio, in vacanza. Sono cominciate da un cinque giorni ed ovviamente ho fatto un patto con me stessa: recuperare il tempo perso e riprendere sotto controllo la situazione blog. 
Non posso promettervi che riprendere i ritmi sarà facilissimo o addirittura che con l'avvento dell'università sarà più facile scrivere post, in quanto suonerebbe ridicolo. Mi impegnerò però. Non sarò una blogger professionista, ho tanto da imparare ma anche molta voglia di farlo.

Concludo scusandomi con i miei lettori, con chi seguivo sui propri blog, con coloro che credevano non sarei sparita così a lungo, con chi aspettava una risposta per qualche collaborazione e con le Case Editrici che non mi hanno vista attiva. 

Un caloroso abbraccio a tutti

Francy

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